Cloud Computing: dov'è la pioggia?

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Articolo ripreso da www.accenture.it

cloud computing rende l’IT tradizionale più veloce, migliore e meno costoso, e ha il potenziale per portare cambiamenti sostanziali nel campo del business e dell’IT stesso.

Che difetti si possono imputare al cloud computing? Dopotutto promette, fra le altre cose, la possibilità di determinare il prezzo in base alla domanda, la riduzione dei costi generali dell'IT, costi più bassi e la possibilità di ridimensionare rapidamente il complesso delle risorse IT verso l'alto o verso il basso.

Non v'è dubbio che questi siano tutti vantaggi interessanti. Ma, a voler essere onesti, non sembra proprio di poter dire che insieme rappresentino una svolta epocale. E dunque, è solo una nuvola di passaggio che non porta benefica pioggia?

Di fatto, ritengo che tutti i dirigenti ai vari livelli (e non solo i CIO) dovrebbero prestare particolare attenzione al cloud computing — non perché rende la funzione IT più veloce, più efficiente e meno costosa, ma piuttosto perché ha il potenziale di cambiare in modo sostanziale sia il business che il panorama IT.

Tre predizioni
A livello puramente tecnico, il cloud computing rende indistinto il confine che separa la funzione IT interna all'organizzazione da quella che è al di fuori di essa. Secondo la mia previsione, ciò porterà probabilmente al formarsi di tre distinte categorie di opportunità di business e di creazione di ricchezza.

Penso che questi imminenti sviluppi siano significativi perché il tradizionale isolamento delle aziende in termini di dati e di processi stia per finire e dalle ceneri di queste barriere stiano per emergere nuove ecologie di business e nuove reti di valori. In questo potrebbe essere ravvisata la potenzialità di svolta epocale insita nel cloud computing.

Predizione n.1: Durante i prossimi cinque anni assisteremo probabilmente a un forte incremento dei processi di business interaziendali che, a loro volta, porteranno alla nascita di “ecosistemi aziendali” - ovvero gruppi di aziende con competenze complementari che collaborano senza soluzione di continuità attraverso processi di business intrecciati fra loro.

Nel momento in cui i sistemi IT di un'azienda migrano all'esterno del firewall, possono comunicare e scambiare informazioni con i sistemi IT di altre aziende con molta più facilità ed eseguire processi di business che travalicano i confini dell'azienda.

I processi interaziendali non sono una novità. Negli anni Ottanta la tecnologia EDI (Electronic Data Interchange, interscambio di dati fra sistemi informativi) mirava a consentire la comunicazione fra aziende che volevano scambiare informazioni all'interno di una supply chain (in particolare nel settore automobilistico). Il settore dei viaggi ha integrato i processi di compagnie aeree, società di autonoleggio e alberghi creando degli ecosistemi aziendali (l'alleanza oneworld, la Star Alliance, ecc.) che offrono ai passeggeri una singola interfaccia per i propri viaggi rendendo disponibile l’accesso a più compagnie aeree, società di autonoleggio e alberghi.

Oggi, tuttavia, questi processi sono artigianali e realizzati collegando fisicamente i vari sistemi di un piccolo numero di partner commerciali oppure gestiti tramite una sorta di “camere di compensazione” di terze parti.

Il cloud computing, unitamente a standard di integrazione come i servizi Web e un'architettura orientata ai servizi, ha il potenziale per supportare processi interaziendali su scala industriale: complessi processi di business che si snodano attraverso molteplici aziende e i loro sistemi IT e che possono essere configurati e riconfigurati  molto rapidamente.

Ma ci si potrebbe comunque chiedere: “Anche se tutto questo è tecnologicamente possibile, qual è l'elemento trainante dal punto di vista commerciale?”

Praticamente qualunque esperienza umana — dalle vacanze, a un periodo di degenza in ospedale o semplicemente la normale vita di tutti i giorni — comporta l'utilizzo di prodotti e servizi forniti da molteplici aziende.
Oggi, le imprese offrono prodotti e servizi distinti che noi, come individui, gestiamo e coordiniamo. La capacità di intrecciare in modo flessibile i fili di un processo aziendale con i servizi offerti da varie aziende intorno a un individuo e alla sua vita (come fa oggi l'industria dei viaggi) sembra essere un elemento di grande importanza nel mondo del B2C (business-to-consumer).

Così come la vita di un individuo implica il contatto con molteplici prodotti e servizi, quasi ogni processo di un'organizzazione comporta anch'esso l'interazione con svariati partner commerciali. Oggi, ciascun partner commerciale vende un prodotto a sé stante o fornisce un servizio specifico, e le organizzazioni li gestiscono e coordinano internamente (attraverso l'ufficio acquisti o la gestione della supply chain, per esempio).

Grazie al cloud computing, per le aziende è molto più facile configurare processi di business che integrano componenti interni e molti componenti esterni in processi complessi e tuttavia fluidi creati intorno alle loro esigenze aziendali. Questo sembra essere un elemento di grande importanza nel mondo del B2B (business-to-business).

Predizione n.2: Il cloud computing fornisce le risorse IT secondo un modello “esoscheletrico” in contrapposizione al modello “endoscheletrico” che utilizziamo oggi. Di conseguenza, industrie frammentate (collettivamente servite in modo insufficiente oggi dall'IT) — le costruzioni e l'istruzione, per nominarne un paio — diventeranno interessanti spazi vuoti in attesa di essere riempiti da aziende tecnologiche e di servizi.

L'attuale paradigma cui si rifa l'IT può essere considerato il modello endoscheletrico  in cui centri dati e applicazioni supportano l'azienda dall'interno dei firewall. Ciò detto, per lo più solo le grandi imprese hanno avuto la necessità e la capacità di gestire centri dati e applicazioni complessi. Di conseguenza, le grandi aziende sono state tradizionalmente obiettivo delle grandi società di hardware, software e servizi.

Il cloud computing fornisce le risorse IT secondo un modello esoscheletrico in cui centri dati e applicazioni possono supportare l'azienda dall'esterno dei firewall. Questo semplice cambiamento è importante per due ragioni. Aziende più piccole possono accedere a sofisticate funzionalità IT senza doversi far carico dei costi generali legati alla gestione di un reparto IT; al tempo stesso, le aziende del settore IT di classe enterprise — per cui le piccole imprese non erano target interessanti secondo un modello endoscheletrico — possono ora fornire dall'esterno risorse IT come hardware, software e servizi a migliaia di piccole aziende e realizzare così economie di scala.

Interessante, ma quanto importante è questo sviluppo per le aziende e per il settore dell'IT nel suo complesso?

Esistono molte industrie frammentate e agglomerati di entità del settore pubblico — costruzioni, istruzione, sanità, legale e piccole amministrazioni comunali, per citarne alcuni — dove l’industria nel complesso è grande, ma le società che la costituiscono sono relativamente piccole. Sono cioè grandi come aggregato, ma talmente frammentate da non essere un mercato economicamente praticabile per i grandi fornitori IT di classe enterprise.

Pensate al settore delle costruzioni. Negli Stati Uniti, per esempio, rappresenta circa il 4% del PIL. Ma è costituito da architetti, costruttori, operai, fornitori di materiali, fabbricanti di macchinari da costruzione, operatori di magazzino, ispettori edili, e molti altri elementi, tutti con dipendenze significative e una necessità di coordinamento. Il cloud computing, con il suo modello esoscheletrico, può rivelarsi utile per l'intero ecosistema consolidandone i processi e i flussi di dati. In altre parole, le singole aziende sono troppo piccole per aver bisogno di sistemi di tipo ERP, ma il settore nel complesso ne ha bisogno, e il cloud computing permette di soddisfare questa necessità.

Questo significa che ci sono parecchi spazi vuoti che l'IT può riempire e molta ricchezza da creare.

Predizione n.3: Il cloud computing determinerà l'avvento di quelle che potremmo chiamare “utilities dei processi aziendali” — aziende che forniscono processi aziendali semplici e comuni (per esempio, il calcolo, la riscossione e il rimborso delle imposte di vendita), ma su scala massiccia, tanto da far apparire come degli gnomi i fornitori di software-as-a-service di oggi.

Le imprese hanno molte funzioni aziendali in comune. Mentre operazioni complesse come la gestione della supply chain richiedono tipicamente processi proprietari, le funzioni aziendali più elementari, come calcolo, riscossione e rimborso delle imposte di vendita sono piuttosto standard e immutabili. Nell'attuale modello endoscheletrico dell'IT, queste semplici funzioni sono replicate all'infinito in ogni impresa.

Prendiamo per esempio l'imposta sulle vendite. Se da un lato può essere elementare come funzione aziendale, la sua gestione dal punto di vista informatico è tutt'altro che banale. Se la vostra azienda intrattiene rapporti commerciali con l'estero, il vostro sistema di fatturazione deve utilizzare una tabella — che il personale deve aggiornare regolarmente — con la tariffa dell'imposta sulle vendite di ciascun paese in cui operate. L'imposta sulle vendite deve poi essere rimessa all'amministrazione fiscale appropriata, puntualmente e con la documentazione richiesta. Oggi queste funzioni vengono eseguite ripetutamente (internamente all'azienda) in ciascuna grande impresa.

Man mano che le aziende adottano il modello del cloud computing, diventerà più conveniente esternalizzare questi processi aziendali. Data la loro semplicità, questi processi non richiederanno alcuna personalizzazione e potranno essere dati per scontati — si tratterà essenzialmente di una utility che eroga processi aziendali a cui i sistemi IT dell'azienda potranno collegarsi. Per i fornitori, la semplicità dei processi implica che non siano necessarie variazioni né personalizzazioni, così che si possano realizzare economie di scala fornendo lo stesso processo aziendale come utility a migliaia di clienti.

Esistono già alcuni esempi di questo approccio. VeriSign fornisce l'autorizzazione al pagamento con carta di credito a milioni di operatori di e-commerce, mentre PayPal offre soluzioni di pagamento a piccoli fornitori e per piccole transazioni. Il cloud computing stimolerà probabilmente la nascita di centinaia di queste società di pubblico servizio specializzate per settore e area geografica. Ciò, a sua volta, toglierà complessità ai sistemi aziendali in quanto permetterà di evitare di replicare e amministrare processi aziendali comuni.

In altre parole, il cloud computing è ben più della possibilità di determinare il prezzo in base alla domanda o di abbassare i costi dell'IT. Esso offre un nuovo modello di acquisizione delle risorse elaborative che, a sua volta, introdurrà importanti cambiamenti nel panorama aziendale e dell'IT. Per dirla con le parole del produttore cinematografico Leonard L. Levinson: “Un pessimista vede solo il lato scuro delle nuvole, e si deprime; un filosofo vede entrambi i lati e se ne infischia; un ottimista non vede neanche le nuvole… perché cammina su di esse.”

L’autore
Kishore S. Swaminathan è Chief Scientist di Accenture e global director della ricerca sulla systems integration degli Accenture Technology Labs. E’ sua responsabilità definire la visione dell’azienda sul futuro della tecnologia e di stabilire l’agenda per la ricerca e sviluppo. Il dott. Swaminathan, che vive e lavora a Chicago, ha dedicato la sua carriera in Accenture alla ricerca sulle tecnologie d’avanguardia. Vincitore del Computerworld Smithsonian award nel 2000 per il miglior esempio di applicazione dell’IT, il dott. Swaminathan ha lavorato su oltre una dozzina di progetti di ricerca e ha nel suo curriculum altrettanti brevetti.